lunedì 2 gennaio 2017

2017

Dopo un po' di assenza ritorno a scrivere in occasione del secondo giorno di questo 2017 nel quale ripongo infinite speranze più che non desueti ed irrealizzabili propositi.
Qualche mese fa, mentre mi crollava tutto addosso e non avevo neanche l'energia per piangere o spostarmi per non farmi arrivare addosso i calcinacci metaforici di una vita sgangherata, Batman mi disse che bisognava arrivare alla fine del 2016 e convincersi che il 2017 sarebbe stato l'anno di Igraine.
Ma ci devi credere, mi disse.
Quindi mi impongo di crederlo davvero.

E poi perché non dovrebbe?
Sono stati mesi pesanti questi ultimi, ma ne ho presa coscienza e alla fine ho reagito.
Con i miei tempi, con le mie discutibili modalità -va bene- ma comunque l'ho fatto.
Tirando le somme chiudiamo in negativo perché alcune cose non le posso cambiare neanche con tutta la volontà del mondo, ma se non altro sono contenta di me.

Ho tentennato.
Ho vomitato ancora ogni tanto e sono certa che lo farò ancora in futuro perché è quel genere di cose che non cambiano mai davvero, tuttavia sto imparando a prendere l'abitudine di mangiare come una persona abbastanza normale.
E senza più costringermi ad un'alimentazione "salutista" che mi deprimeva, ma che soprattutto non mi ha fatto bene per niente.
Come ho scritto nello scorso (scorso? boh) post non riesco più a seguire le migliaia di norme e regole che mi sono imposta in trenta lunghi anni.
No more.

Sostanzialmente mi ispiro al buonsenso e basta, che è una dote che proprio non mi difetta.
Ad esempio se penso che qualcuno si stia comportando male lo mando a cagare e basta, senza stare a pensarci . Senza pensare al perché e al per come ha agito così, se si risentirà e altre manfrine.
No, easy: sei stronz* piantala lì!
Risparmierò sugli anti acido per lo stomaco ^_^

Adesso il mio primo obiettivo è finire la tesi e laurearmi.
Ho capito che non voglio stare con nessuno a livello relazionale e che, sorprendentemente, non mi interessa nemmeno andare in giro a darla via come se non fosse la mia.
Temo di dovermi rassegnare davvero all'idea di essere assai più morigerata di come mi piacerebbe pensarmi..oppure è che, beh, ci vorrà moltissimo tempo per sistemare gli strascichi di una relazione così intensa e lunga.
Una relazione che non so nemmeno se poi alla fine dei conti si chiuderà davvero e, in quel caso, se si tratterà di una cosa definitiva.
Per adesso non mi immagino in una ipotetica cena a 4 dove BB è la mia amica e ho di fianco qualcun altro.
O viceversa. No, no mi sale il nazismo solo a pensarci.
Tempo al tempo.

Poi, per la prima volta in 22 anni, non inizio l'anno pensando che devo dimagrire.
Questa roba andrebbe messa negli Annali perché vivo con quel pensiero da che ho memoria, quindi sono veramente sorpresa di me stessa.
Penso che va benissimo così e non in tono rassegnato o da esaltazione della ciccia. Semplicemente non sono affatto una cicciona da diversi anni e quindi basta pensarlo!
Basta privarsi delle cose, punirsi, vivere in bilico tra i desideri e le concessioni di una malattia così schifosa e perfida.
So che tutto questo non è per sempre, è insito nella bulimia essere mutevole e cambiare forma per fregarti continuamente appena ti senti un attimo libero.
TUTTAVIA io me ne frego e fino a che va avanti così ne sarò contenta, persino grata, se poi si incrinasse di nuovo tutto quanto riprenderò le armi e ricomincerò la lotta.
La vedo come una pausa momentanea, una tregua.

Ho aggiornato lungamente e adesso, a proposito, sono affamata come un lupo.
La roba senza glutine mica sfama granché, uff.
Buon anno!






martedì 20 dicembre 2016

Severità e giudizio

Ascolto consigliato_ Evanescence: Everybody's fool


Mi sono sempre considerata una persona conscia, avvertita di quanto ha intorno, etica fino alla rottura di palle del prossimo. Sono stata un'attivista in diversi ambiti sociali e continuo a pensare quel che ho sempre pensato.. tranne forse per la politica perché gli ambienti antagonisti anarco-elitari mi hanno un tantino disgustata nella loro generale falsità ipocrita.
E perché ho dovuto accettare, a malincuore, di essere una donna assai più conservatrice di quanto mi sarebbe piaciuto: quando le cose eludono il buon senso io non le posso appoggiare. Troppo forte è la mia razionalità, troppo davvero, mica è un pregio.
La mia psicologa diceva che sono un automa e in famiglia mi rimproverano una certa freddezza, esclusa mia madre che ha intuito che si tratta di autodifesa. Anzi, autoconservazione.

Sono stupita anche io di essere una letterata anziché una donna di scienza vista la testa che ho.
Comunque c'è chi dice che il nostro destino è nel nome che portiamo ed io ho proprio un nome anni'40 quindi era ben chiaro che mi sarei appassionata a cose vecchie, ad atmosfere vintage e un certo tradizionalismo di base.

In me si è spezzato qualcosa in questi mesi.
Non riesco più ad essere la stessa persona.
Voglio dire, credo ancora che le idee che ho sempre avuto siano giuste, ma non ho più l'energia per attuarle.
All'incirca è come se avessi sviluppato un egoismo assoluto che mi sta imponendo di antepormi a qualsiasi cosa, persino ai miei ideali.
Se una cosa mi piace non riesco a più a rinunciarci con la motivazione della scorrettezza etica.
Sono stanca di me stessa, stanca di essere così ferrea, così maestrina.

Osservando la mia vita sotto questa luce vedo che ho vissuto sempre in nome della restrizione, dell'allontanamento dalle cose belle o piacevoli in nome di una specie di tortura dai toni sociali. La mia gabbia di serietà.
Tutte le cose che dovevo fare o non dovevo fare per restare nei margini di un'identità che era la mia solo in parte.
Ho una Signorina Rottermeier interiore che farebbe il culo a quella doc!
Non a caso odio quel personaggio.

Ho vissuto una menzogna in parte, sì.
O magari tutto è questione di fasi alternate.
L'unica idea che mi sono fatta è che se riesco a imparare a prendere le cose con più leggerezza -e pare che ci stia riuscendo- forse potrò smettere di arrivare a certi picchi di follia periodica.
Forse lasciando un po' le redini del controllo maniacale troverò modi più sani di esprimere quel che sento.
Chissà, magari divento meno automa e più umana.

O magari è solo lo spirito del Natale.










martedì 13 dicembre 2016

Sulla bellezza


In previsione di una futura permanente riccia che farò appena i miei capelli avranno una lunghezza che lo permetta, mi accontento delle arricciature fai da te con treccine, schiuma e diffusore e poi lacca come non ci fosse un domani.
Oggi assomiglio a Shirley Temple nel complesso.


Mia madre sostiene che Shirley Temple fosse una brutta bambina o comunque una mediocre consacrata al posto di altre mille più carine.
Non ho capito perché perdesse tempo a farsi delle seghe mentali così improduttive, fino a che sono cresciuta e ho visto dove tutte queste cazzate avevano origine.
La bellezza per lei è un valore, una cosa importantissima che ne oscura altre mille migliori o peggiori.
Abituata alle lusinghe del mondo perché bella a sua volta, non ha mai afferrato la pochezza che si nasconde dietro persone dotate di sola bellezza o di relazioni costruite su quell'unica base.
Insomma non si è mai impegnata granché in nulla, nemmeno nel mantenersi bella perché lo reputava una sorta di dote divina sulla quale non intervenire perché non necessario. Oggi ha varcato i cinquanta, è ancora belloccia ma è diventata caricaturale perché veste e tenta di apparire identica a come la ricordo da sempre non accettando la sua età.
Generalmente è molto più appariscente lei di me e so che sotto sotto ne è contenta.
Si aspetta che tutto le sia dovuto e ogni tanto perdo la pazienza e divento cattiva.
Mia sorella è molto più cattiva su questo tema e la capisco, sebbene non la giustifico.
Lei è cresciuta all'ombra di mia madre e poi mia.
Glielo hanno fatto pesare moltissimo di essere quella meno bella, al punto che lei fece poi pesare moltissimo a me l'essere la più magra.

Essere brutte in casa mia equivaleva a valere zero.
Quando ero grassa vivevo d'angoscia; a volte era l'argomento principale di giornate intere ed era umiliante.
Quando mi innamorai di BB mia madre mi prese in giro perché a quei tempi lei era una brutta anatroccolina.
Oggi invece la invidia e mi dice che è bellissima.
Cosa che io so, perché il fottuto cigno che sarebbe diventata lo vedevo già allora. E sapete? La preferivo a quei tempi, meno curata e più spontanea, impegnata e appassionata di tante cose.
E non posso negare che questa cosa abbia inciso sulla disgraziata fine del nostro rapporto.

A me rimproverano che non mi ci metto abbastanza, che non valorizzo quel che ho ecc., ma mi importa poi poco.
Chiaro, a tutti piace vedere un bel riflesso allo specchio, non mentiamoci, ma conta anche altro e se oggi non ho voglia di uscire tirata a lucido voglio sentirmi libera di farlo.
Finire ad andare a buttare l'immondizia truccata è agghiacciante.
Per me, eh. Se a voi piace padronissimi.
BB ammetto che mi abbia almeno sorpreso. Mia madre lo so che non ci arriva a queste cose, me ne son fatta una ragione.

Era una delle cose che impressionò di più la mia psicologa e che le spiegò meglio la mia ansia da perfezione, la bulimia, il rifiuto di avere già 30 anni.
La paturnia mentale coinvolgeva anche mio nonno che bello non lo era affatto e poi si è diramata fino alla fine.
Mi permetto di non aderire a questo modus vivendi; farò un po' schifo sempre, altre volte ne avrò voglia e sarò belloccia, forse.


Che poi non sarebbero stati contenti se avessi davvero scelto quella strada lì.
Da bambina feci la modellina ed ho ancora le foto.. non credo sarei andata avanti a lungo perché avevo già l'espressione seria e triste che ho oggi, per quanto fossi proprio graziosa. Un cherubino moro.
Comunque mia madre mi ritirò e via, come non mi permise di frequentare scuole migliori con la scusa del "bisogna essere tutti uguali".
bella roba la democrazia!
Ed io oggi potrei essere ricca, cazzo, capite, invece di consumarmi gli occhi sui libri e di essere eternamente sottopagata!
Uffa.




lunedì 12 dicembre 2016

Ottusità e complottismo




Nelle mie relazioni con il mondo ho la sensazione di essere la sola parte a farsi delle domande.
Ho sempre pensato che chi non si mette mai in dubbio, chi mai è attraversato da qualche quesito sulla correttezza del proprio operato, abbia un problema.
Il problema è, nel minore dei casi, essere ottuso. Questo non fa di te un mostro e tanto meno uno squilibrato -anche se ti piacerebbe, dato che di recente è un po' una qualità che si attribuiscono tutti per darsi carattere- soltanto sei appunto ottuso e devi sforzarti di vedere il mondo aldilà del tuo naso e tutte le meraviglie in esso contenuto quali ad esempio, udite udite, il punto di vista delle altre persone! Ma va!
Diversamente, ovvero se non sei solo e semplicemente chiuso nel tuo modus vivendi, c'è qualcosa che non va, ma a parte che il liceo socio-psicopedagogico non mi ha formato abbastanza da far dell'analisi, non so assolutamente come aiutarti.
Dunque ti esonero dal continuare questa lettura che ti sarebbe inutile.

Dicevamo, l'ottusità.
Ecco, resto sempre perplessa di fronte all'incapacità cronica delle persone di dubitare di sé.
Come puoi vivere la tua vita quotidiana con la certezza granitica di essere sempre nel giusto? Come fai, quando litighi con il partner, quando hai problemi relazionali a lavoro, quando non passi un esame universitario o simili a pensare che la colpa è sempre degli altri?
La stupida domanda: forse mi sono comportato da coglione io? non ti attraversa mai la mente???
Ma come è possibile?

Davvero, mi sconcerta.
Sarà che io 'ste domande me le pongo sempre per far la prova del 9 delle mie decisioni, ma cavolo, non riesco minimamente ad entrarci in sintonia.
Quasi tutti quelli che ho intorno giocano il ruolo della vittima sacrificale, del perno del complotto, della reginetta del ballo invidiata da tutti e per questo osteggiata con ferocia.
Insomma vivo con tante Cenerentole.

Ed io preferisco sempre i cattivi.


domenica 11 dicembre 2016

Per un cuore tormentato

Ascolto consigliato: Nirvana_ You Know You're Right

Vorrei cancellare il post precedente ma mi impongo di non farlo.
Tanto cancellarlo non cambierebbe le cose: io sono anche quella persona lì.
Non solo, ma anche.
E non ha senso vergognarsi di una parte di sé, magari basta non coltivarla più di tanto.


Stanotte ho fatto due sogni opposti.
In uno ricevevo i complimenti del mio relatore per la tesi.. era talmente reale che gli facevo presente che mancavano ormai meno di dieci pagine alla fine, ovvero quelle che mancano ad oggi e non al nostro ultimo incontro. Si tratta di un sogno estremamente positivo perché quest'uomo è un personaggio conosciuto a livello nazionale nel mondo della cultura ma non è noto per essere esattamente uno zuccherino.
A conti fatti,  che la tesi sia apprezzata da lui è come ricevere i complimenti per la propria pietanza da parte di Carlo Cracco.
La cosa comunque mi è successa davvero per la prima parte della tesi e figuratevi che ho stampato l'email in cui me lo comunicava e l'ho appesa sopra lo specchio come promemoria del mio non essere un completo fallimento.

L'altro sogno era angosciante.
Ho sognato mio nonno che si ostinava a ripetermi che era vivo, ma vestito come lo abbiamo sepolto ovvero assai elegante e come mai vestiva nella vita.
Era tremendamente stizzito, forse proprio arrabbiato e sebbene non lo fosse direttamente con me io, io ne provavo un forte senso di colpa mista a disagio generale. Una sensazione orrenda.
Quel che mi inquieta è che avevo fatto un altro sogno identico ma in cui il non-morto era un'altra persona che conoscevo bene ma che non ha a che fare con la mia famiglia, bensì con quella di BB. Anche lì la donna era decisamente furiosa e lo era con tutti, eccezion fatta per me.
Eppure io ero spaventata e ricordo ben che ci pensai per giorni e giorni.

Credo di capire il sogno di mio nonno.
Mi sento in colpa, sì.
Penso che avrei potuto far di più, che anzi avrei dovuto anche se probabilmente sono pensieri irrazionali miei. E inoltre l'ho sognato proprio stanotte perché ieri l'ultima cosa che ho fatto prima di rientrare in casa è stata comprare un vaso di rose nere (finte) da portare oggi al cimitero e chiaramente riflettevo, trascinandomi per la strada, su come avrei preferito comprargli un regalo vero per Natale.
Ma l'altro sogno identico non lo capisco. Non mi sento in colpa in quel caso. Ho fatto qualcosa quando potevo farlo, e so che lei me ne era grata, ma perché allora sentirmi di merda così?
Perché sentirmi in colpa io per tutto e tutti sempre, in ogni situazione?




Che bello piastrellarsi giorno per giorno la strada per il manicomio o la morte prematura per infarto da troppo stress!
Dicevo bene che per Natale mi devo regalare un vibratore, tanto per cominciare il 2017 all'insegna del
menefreghismo ( noto anche come don't give a fuck anymore).
Che poi è appena appena il minimo che sclero e vado giù di nervi no?









giovedì 8 dicembre 2016

Acido in bocca

Ascolto consigliato: Placebo_  Pure Morning

Oggi non ce la faccio a combattere.
Anche solo alzarmi dal letto mi richiede sforzo.
Devo ancora mangiare e già sto pensando che vomiterò, anche se sono 25 giorni che non lo faccio.

Lo sento quando sto per crollare, quando insomma finisce la "fase positiva" e si avvicina il periodo di down. Un giorno ti inizi a rabbuiare senza ragione, come un cielo sereno che raccoglie nuvole che non si sa da dove arrivino.
E riesco sempre a temporeggiare un po', sforzandomi di resistere, respingendo con forza quel che mi tira giù.
Però non dura per sempre e presto o tardi mollo.

E allora divento uno zombie che si trascina per inerzia, con lo sguardo vuoto e inespressivo e gli occhi cerchiati.
Allungo il braccio e stringo la mano su uno dei miei grossi taglierini gialli e senza quasi accorgermene ho già alzato la manica sinistra. Vado più su, sull'avambraccio, il grasso avambraccio che se lo merita. Chissà che gli porti via un po' di lipidi. Quanto dovrei tagliare? Quanto a fondo?
Faccio pressione, i lembi della pelle si separano e nella fessura si formano goccioline di sangue lucide e tonde.
Sì, che bello.
Adesso va meglio.
Continuo e mi lascio scappare un piccolo gemito.. che è liberazione. Magari anche piacere, che ne so. Masochista lo sono sicuramente.

Ho vomitato una colazione ormai semidigerita.
Acido in bocca, stomaco contorto.
Le mie promesse non valgono nulla, d'altronde.

Adesso va meglio.
Per adesso siamo salvi.


domenica 4 dicembre 2016

Countdown



Nella speranza che questo Natale riesca ad essere meno triste degli altri, per quanto sarà sicuramente difficile.
Resto testarda.